mercoledì 17 agosto 2016

SONO TORNATA... COL POLLO IN SAOR

E' passato quasi un anno dall'ultimo mio post.
Lo dicevo che ero piuttosto in crisi, mi trascinavo quasi totalmente in una vita
che non mi apparteneva più, ma che era difficile abbandonare,
perchè quello che avevo era comunque sicuro,
e certo non posso dire che fosse "male", anzi.
Ma non era io.
Non entrerò nei dettagli perchè non è giusto, per nessuno, ma ho fatto scelte
sofferte, importanti, che mi hanno messa in difficoltà e di cui ancora adesso, di
alcune, pago  le conseguenze (solo economiche e solo momentanee fortunatamente).
Ma la mia serenità ed il mio cuore ora sono appagati totalmente, 
sono felice, innamorata, piena di energia e completamente assorbita dalle cose che 
mi appassionano.
Sono innamorata, di un uomo che mi riempie la vita e fa di tutto per spingermi 
a realizzare i miei sogni... senza, soprattutto, aver nessun dubbio che io ci riesca! 
Ho continuato a cucinare e fotografare,
oltre a scrivere ovviamente, 
ma pubblicare sul mio blog mi riportava a momenti che 
non ho piacere di ricordare.
Ora mi sono decisa e con rinnovato, anzi, totalmente nuovo e vero entusiasmo,
questo blog sarà il mio diario online.
A tal proposito, 
ripubblicherò ex novo, con foto e contenuti completamente nuovi,
molti dei miei vecchi post.

Perchè tutto sia completamente  coerente con quella che sono ora.
Un  pò di decluttering insomma...

E quindi, per iniziare a riempire il diario 
di  quella che sono davvero io ecco una ricetta che parla della mia Regione, 
anche se non esattamente della mia zona.
Il pollo in saòr.

Molto meno famose delle classiche sarde in saòr,  ci sono
parecchie altre versioni di questa che era in realtà una tecnica di conservazione.
Nella Venezia medievale certo non esistevano frigoriferi e vaschette salvafreschezza,
quindi per i lunghi viaggi in mare, e con quello che si aveva a disposizione 
(sarde e sardine, cipolle degli orti e qualche cucchiaio di aceto), ci 
si inventò questo metodo.
La ricetta si arricchì di uvetta sultanina e pinoli, ingredienti più preziosi,
quando Venezia aprì le porte all'Oriente.
Oggi questo piatto si fa con il pesce,il radicchio,la zucca,il pollo,
la faraona,... qualsiasi cosa vi passi per la testa!
La mia versione è appunto con il pollo, 
di quelli ruspanti di casa mia, con cui fare un ottimo brodo e da cui ricavare, 
anzichè un triste pollo lesso, un piatto davvero gourmant!


POLLO IN  SAOR:

  • 1 pollo (meglio se ruspante)
  • 4 grosse cipolle bianche 
  • mezzo bicchiere di aceto bianco
  • 1\2 cucchiaio di zucchero
  • 30 g di uvetta
  • 30 g di pinoli
  • sale e pepe
  • 2 foglie di alloro
  • olio qb

Cuocere il pollo nell'acqua e aromi, per farne un brodo ed un pollo lesso e saporito (quindi all'acqua aggiungeremo sale grosso, aromi, una cipollina, carote e sedano). Una volta cotto lo disosseremo, sfilacciandolo, e lo lasceremo raffreddare.

Affettare sottili le cipolle. Farle appassire in un filo d'olio, con le foglie di alloro, sale e pepe. 
Quando saranno ben appassite versate aceto e zucchero. e far cuocere ancora qualche minuto affinchè il liquido evapori.
Aggiungere l'uvetta ammollata ed i pinoli.
Mescolare e spegnere.
In una terrina mescolare il pollo alle cipolle, amalgamando bene i sapori. 
Coprire e consumare almeno dopo un giorno, meglio due o tre... fidatevi!

Potete servire il pollo in saòr come antipasto o come secondo!

Bòn appetit!









venerdì 25 settembre 2015

TORTA AL CIOCCOLATO E CAFFE'




 Settimana pienina pienina!
Ieri sono andata in Expo (finalmente) e vi racconterò come è andata 
in un post nei prossimi giorni, appena mi ritaglio un pò di tempo.
Inoltre l'altra sera ho fatto una cena messicana, che mi è anche riuscita 
particolarmente bene. 
Appena finisco di sistemare le foto,
dedicherò un post anche a quelle ricette.

Intanto oggi vi lascio la ricetta di questo dolce buonissimo, 
al cioccolato e caffè.


TORTA AL CIOCCOLATO E CAFFE'

110g di burro morbido
150g di zucchero
2 uova grandi
150g di yogurt bianco
1 bustina di vanillina
1/2 cucchiaino di sale
1 bustina di lievito per dolci
250g di farina setacciata

FARCIA:
70g di zucchero
1/2 cucchiaino di cannella
1 cucchiaio di caffè in polvere
170 g di cioccolato fondente tritato




Preriscaldare il forno a 180°.
Sbattere il burro con lo zucchero.
Aggiungere le uova una alla volta.
aggiungere poi lo yogurt e la vanillina.
di seguito il sale ed lievito mescolato alla farina setacciata.

Preparare la farcia mescolando lo zucchero, la cannella, il caffè ed il cioccolato tritato.

Versare metà dell'impasto in una teglia imburrata ed infarinata, e coprirlo con metà della farcia al caffè e cioccolato.
Versare con l' altra metà dell' impasto e finire con l'altra metà della farcia.
Infornare per 45 minuti.



domenica 20 settembre 2015

GERMANO CON LA SALSA DI CIPOLLE


Oggi è il primo giorno di caccia!
Quindi mi par giusto pubblicare la ricetta di un capo di selvaggina che 
sarà nel carniere di molti oggi: il 
germano reale con salsa di cipolle
Questa è stata la prima ricetta che ho pubblicato per la 
rivista Diana... ed ha riscosso un certo successo tra chi l'ha letta.

Per  cui, 
in bocca al lupo per la nuova stagione venatoria e 
a presto con altre ricette di selvaggina.



GERMANO CON LA SALSA DI CIPOLLE:
2 germani (frollati 2-3 giorni)
2 cipolle bianche medie (una per anatra)
Mezzo bicchiere di vino bianco secco
Brodo
Aglio
 burro
Olio evo
Rosmarino, salvia e alloro
Sale e pepe nero

Tagliare a metà le anatre e metterle a bagno in un recipiente capiente con acqua e aceto (il rapporto è ogni 5 litri di acqua mezzo bicchiere abbondante di aceto). Cambiare l’acqua tre volte prima di lasciare i germani a bagno una notte intera in acqua e aceto pulita (ad esempio io preparo il primo ammollo alle cinque del pomeriggio circa, alle diciannove cambio l’acqua, alle ventuno nuovamente e poi un’ultima volta prima di andare a dormire, lasciando fino al mattino). Scolarle e tamponarle con carta da cucina.
Ora sono pronte per essere cotte. Far sciogliere una noce di burro e il filo d’olio evo e rosolare ogni lato delle metà delle anatre, in modo da sigillarne la carne. Aggiungere rosmarino, salvia, alloro e spicchi d’aglio leggermente schiacciati. Sfumare con il vino e farlo evaporare.  Salare e pepare.
Essendo una carne a lunga cottura bagnarla ogni tanto con un mestolino di brodo e coprire, così cuocerà rimanendo morbida.
Intanto tritare le cipolle e metterle a soffriggere in un tegame a parte in un filo di olio evo e una noce di burro. Versare brodo in modo che sia coperta a filo, mettere il coperchio e far cuocere da sola più di un’ora: deve spappolarsi e diventare una salsa. Salare e pepare.
Quando l’anatra è a tre quarti di cottura, aggiungere la cipolla in salsa. Continuare la cottura finchè non si sentirà con la forchetta che è perfettamente tenera, ci vorranno minimo tre ore (i tempi di cottura della selvaggina, si sa, variano in base a fattori come la grandezza del capo e se sia giovane o meno).
Portare in tavola con polentina gialla al cucchiaio, appena fatta, su cui si verserà anche un po’ della salsa di cipolla che si sarà legata al sugo dei germani.